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Hiroshige
- Il maestro della natura

Hiroshige
- Il maestro della natura : Il 17
marzo verrà inaugurata a Roma la mostra “ Hiroshige . Il
maestro della natura”, promossa dalla Fondazione Roma e a cura di
Gian Carlo Calza, e prodotta in collaborazione con Arthemisia con il coordinamento
scientifico dell’International Hokusai Reserch Centre.
Molti i fattori che rendono questo evento assolutamente imperdibile.
Prima di tutto, per la prima volta vengono presentate in Italia 200 opere
di uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo, ed è
questa l’unica tappa italiana della mostra, che proseguirà
poi per la Dulwich Picture Gallery di Londra.
Il secondo motivo è proprio la figura di questo straordinario artista,
che ebbe grande influenza anche sull’Europa impressionista e post-impressionista
(basti pensare a Van Gogh, che resta il caso più famoso di questo
fenomeno).
Indiscusso maestro del paesaggio, secondo alcuni fu addirittura superiore
a Hokusai per quel suo lirismo nel cogliere la poesia dello spettacolo
della natura.
Le opere provengono dall’Honolulu Accademy of Arts, che possiede
la più grande raccolta di stampe di Hiroshige in Occidente, con
oltre 3000 fogli provenienti per la maggior parte dal lascito del romanziere
James Michener.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni: la prima, " Il mondo
della natura", raggruppa stampe che rappresentano elementi naturali;
la seconda, "Cartoline dalle provincie" dedicata ad opere in
cui l’artista descrive località famose per caratteristiche
naturali, vedute spettacolari o rimandi culturali e mitologici. Della
terza sezione, "La via per Kyoto”, fa parte la serie considerata
il capolavoro di Hiroshige, "53 stazioni di posta del Tokaido";
le opere di questa sezione sono dedicate alle due grandi vie che collegavano
Edo (l’attuale Tokyo) alla vecchia capitale Kyoto: una era lungo
la costa, la Tokaido, l’altra passava all’interno, la Kisokaido.
La quarta sezione è dedicata invece all’ambiente cittadino
in cui operò il pittore, e di cui egli seppe cogliere nelle sue
raffigurazioni l’aspetto più vitale, modaiolo e divertente,
le mete preferite di abitanti e visitatori come Yoshiwara, il quartiere
di piacere o Saruwacho, la via dei teatri, che tanta importanza acquistò
nella Tokyo di quegli anni.
L’ultima sezione riguarda invece “Il vedutismo di Hiroshige
nella prima fotografia”, a cura di Rossella Menegazzo, e testimonia
l’influenza che ebbe il maestro sui primi fotografi, che ripresero
il suo modo di “sentire” i paesaggi, ma anche aspetti più
tecnici come il taglio visivo delle inquadrature.
Infine qualche accenno alla vita del maestro, Utagawa Hiroshige, la cui
produzione spazia dalle stampe di attori e cortigiane, le “star”
dell’epoca, alle immagini della natura e dei paesaggi , con cui
divenne celeberrimo. Negli anni Trenta divenne il paesaggista più
apprezzato e lavorò a molte altre serie, come le Vedute celebri
di Kyoto (1834) e le Cento vedute celebri di Edo (1856-1858).
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